TESTINA VITELLO ARR. C/LINGUA 1X3PZ CG
Codice:
003112
Imballo:
3 pz x 2.5/3kg circa
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Descrizione
temperatura di conservazione:
-18°C
Bollita
"Pearà della nonna"
Nonna Anna: grande cuoca, veronese doc, persona stupenda… Ho vissuto con lei qualche anno, da adulta e questo mi ha dato la possibilità di imparare a cucinare molti piatti, tra cui la pearà. La pearà è una salsa tipica veronese che accompagna meravigliosamente i bolliti di carne e il sapore del pepe è quello che la caratterizza in modo particolare. All’estero l’ho trovata in qualche menu, alla voce pepper sause… ma a me è proprio la parola pearà che fa avere un tuffo al cuore. Ne sono troppo affezionata. Grazie, nonnina mia: questa è una delle tue eredità che custodirò per sempre.
Ingredienti: 100 g di midollo di bue, 500 g di pane raffermo grattugiato finemente,100 g di olio evo,100 cl di brodo di carne caldo, sale q.b., pepe q.b. (abbondate, mi raccomando)
Preparazione:per preparare la pearà come faceva la nonna, tirate fuori con un cucchiaino il midollo dalle ossa e mettetelo in un pentolino antiaderente, con l’olio sul fondo, a fuoco basso. Aggiungete il pepe macinato al momento e fate sciogliere.Unite il pan grattato, poco alla volta, e il brodo di carne, sempre piano in modo che non si formino grumi. La nonna mi faceva filtrare prima il brodo di carne attraverso un colino. Coprite la pentola e lasciate cuocere a fuoco bassissimo fino a consistenza desiderata (la ricetta originale prevede circa un paio di ore, ma di solito io la tengo meno) mescolando spesso.
Regolate di sale, aggiungete altro pepe e servite la vostra pearà con bolliti di carne misti… matrimonio perfetto!
"Pearà della nonna"
Nonna Anna: grande cuoca, veronese doc, persona stupenda… Ho vissuto con lei qualche anno, da adulta e questo mi ha dato la possibilità di imparare a cucinare molti piatti, tra cui la pearà. La pearà è una salsa tipica veronese che accompagna meravigliosamente i bolliti di carne e il sapore del pepe è quello che la caratterizza in modo particolare. All’estero l’ho trovata in qualche menu, alla voce pepper sause… ma a me è proprio la parola pearà che fa avere un tuffo al cuore. Ne sono troppo affezionata. Grazie, nonnina mia: questa è una delle tue eredità che custodirò per sempre.
Ingredienti: 100 g di midollo di bue, 500 g di pane raffermo grattugiato finemente,100 g di olio evo,100 cl di brodo di carne caldo, sale q.b., pepe q.b. (abbondate, mi raccomando)
Preparazione:per preparare la pearà come faceva la nonna, tirate fuori con un cucchiaino il midollo dalle ossa e mettetelo in un pentolino antiaderente, con l’olio sul fondo, a fuoco basso. Aggiungete il pepe macinato al momento e fate sciogliere.Unite il pan grattato, poco alla volta, e il brodo di carne, sempre piano in modo che non si formino grumi. La nonna mi faceva filtrare prima il brodo di carne attraverso un colino. Coprite la pentola e lasciate cuocere a fuoco bassissimo fino a consistenza desiderata (la ricetta originale prevede circa un paio di ore, ma di solito io la tengo meno) mescolando spesso.
Regolate di sale, aggiungete altro pepe e servite la vostra pearà con bolliti di carne misti… matrimonio perfetto!
La testina di vitello si presenta nel bollito misto; semplice da preparare servita con altri carni bollite accompagnata dalle classiche salse: cren, salsa verde o la salsa pearà come descritto nella fotografia che trovate nella scheda di cucina.
La testina di vitello va bollita da sola per circa un’ora e mezzo o due se lasciata intera, un’ora circa se tagliata a pezzi. A fine cottura, comunque, pungete la carne con una forchetta: è pronta quando si presenterà tenera e non gelatinosa. L’acqua nella quale viene cucinata dovrà essere salata e insaporita da cipolle, carote, sedano e altre erbe odorose in base ai gusti e alle abitudini.
Io vi consiglio di provarla se non l’avete mai fatto, magari scoprirete che vi piacerà tanto.
La testina di vitello va bollita da sola per circa un’ora e mezzo o due se lasciata intera, un’ora circa se tagliata a pezzi. A fine cottura, comunque, pungete la carne con una forchetta: è pronta quando si presenterà tenera e non gelatinosa. L’acqua nella quale viene cucinata dovrà essere salata e insaporita da cipolle, carote, sedano e altre erbe odorose in base ai gusti e alle abitudini.
Io vi consiglio di provarla se non l’avete mai fatto, magari scoprirete che vi piacerà tanto.
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