PICI P.B. 1X1,5KG SG
PICI E CURIOSITA': tradizionalmente questa pasta veniva mangiata solo con un po’ di olio o con un trito di cipolla e sale. Ma ogni realtà offre una variante di questo straordinario prodotto: a Celle sul Rigo il picio per antonomasia è con l’aglione, mentre a Montepulciano il condimento che va per la maggiore è con le briciole. A Montalcino, patria del Brunello, non può mancare il ricchissimo ragù di vaccina, pollo, prosciutto, salsiccia e fegatini.
Proprio da questa grande diversità di proposte e preparazioni ha preso corpo “L’arte dei pici. Tradizioni a confronto”, manifestazione durante la quale, come si legge nel documento di presentazione di tale “gara”: “le tradizioni di ciascun territorio si confrontano proponendo ciascuna il proprio modo di fare e condire i pici”.
La particolarità della manifestazione è legata alla sfida tra le cuoche di Celle sul Rigo e da quelle di Montepulciano, protagoniste, ogni anno, rispettivamente, della Sagra dei pici e della Settimana degli eventi che precede il Bravìo delle Botti. I piatti vengono giudicati da una commissione comporta da 20 esponenti della ristorazione e della scena politica locale, che assegnano un punteggio ad ogni portata. Come si legge nel comunicato stampa dell’ultima edizione “l’evento ha sottolineato l’importanza di una tradizione che non è solo gastronomica ma che è anche specchio di una società che ha conosciuto una forte e veloce evoluzione”.
Purtroppo non è chiaro se la manifestazione sia ancora in essere o se è stato solo un’evento temporaneo. Sicuramente dev’essere stata una bella sfida!
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"Pici con ragù al coltello di cinta senese, fave profumate alle erbe aromatiche e croccante al pecorino di pienza
Ingredienti per 4 porzioni: 400 g di pici, 400 g di polpa di cinta senese, 1 dl di vino bianco secco, 5dl di brodo di carne o meglio 3 dl di fondo chiaro, 200 g. di fave sgusciate, 100g di pecorino di Pienza, salvia, rosmarino, alloro
1 dl di olio evo, pepe nero, sale.
Preparazione: fare appassire in un tegame con poco olio d'oliva le verdure, aggiungere la polpa di cinta senese tagliata a cubetti con un coltello ben affilato e rosolare il tutto per alcuni minuti.
Bagnare con vino bianco secco, lasciare evaporare, quindi continuare la cottura aggiungendo brodo di carne o fondo chiaro. Nel frattempo spellare le fave dopo averle scottate in acqua bollente salata e raffreddate. A questo punto marinarle in olio d'oliva con la salvia, il rosmarino e l'alloro.
Disporre in forma circolare sopra un foglio di carta da forno dei piccoli quantitativi di pecorino che verranno cotti fino a quando saranno ben fusi in forno statico o in microonde. Lasciarli quindi raffreddare: diventeranno croccanti.
Cuocete quindi in abbondante acqua salata i pici mescolandoli di tanto in tanto, colarli ancora al dente e amalgamarli al ragù alle fave colate dall'olio. Insaporire il tutto con poco pecorino grattugiato e dopo aver corretto di sapore disporre a piramide nei piatti ben caldi. Guarnire con bouquet di erbe aromatiche a piacere, pepe nero macinato fresco e olio extravergine toscano a filo.
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